Ma cosa succederebbe se a Natale scomparissero davvero i colori?
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Era la mattina del 25 dicembre quando il mondo si risvegliò senza colori.
Non c’era più il rosso del naso di Rudolph, né il verde degli alberi di Natale. Tutto era bianco e nero, come un vecchio film.
Dolcino, un bambino di otto anni, si strofinò gli occhi incredulo. Guardò il suo maglione natalizio con le renne: non c’era più la renna rossa né i fiocchi di neve blu, i pacchetti sotto l’albero erano grigi. “Cosa sta succedendo, nonna?” chiese preoccupato.
La nonna, che stava tagliando un panettone, rise. “Sai, quando ero piccola, non avevamo né luci né tanti colori, ma avevamo sempre una cosa speciale: il piacere di condividere. Prova questo”, disse porgendogli una fetta.
Dolcino diede un morso e subito il sapore dolce gli scaldò il cuore. Guardò la nonna e per un momento, si dimenticò del bianco e nero.
“È buono, vero?” disse la nonna. “Il Natale non è fatto di ciò che vedi, ma di ciò che senti nel cuore.”
Dolcino alzò lo sguardo e sorrise. “Allora condividiamolo!” esclamò, tagliando altre fette. Andò in strada e iniziò a distribuire il panettone ai vicini: i bambini tornarono a ridere, e persino le ombre grigie sembravano meno cupe.
Subito tornarono i colori: il mondo sembrava più luminoso che mai.
Quella sera, Dolcino capì che non erano i colori a rendere magico il Natale. Bastavano un sorriso, una fetta di panettone e le persone che ami.